IL COMPLESSO MUNUMENTALE

Il Monastero

Il monastero annesso alla chiesa oggi esistente è stato costruito tra il 1142 e il 1176 dall'abate  Giovanni IV, in parte con frammenti di quello precedente del VIII secolo, distrutto dal terremoto  del 986.
La sua parte più notevole è il chiostro, dalla struttura romanico-campana arricchita dal gusto  arabo. È a pianta quadrangolare, composto da quindici quadrifore ed una trifora, che, nell'angolo  a sud, ripiegando con la quadrifora dell'altro lato per dare spazio alla chiesa, forma un angolo  sporgente di bell'effetto, esistente forse già nel primo chiostro costruito intorno all'VIII secolo. Al  centro del giardino, un capitello incavato funge da pozzo.

Le aperture del chiostro sono adornate da 47 colonne di granito, calcare ed alabastro, ciascuna  con la sua caratteristica, che su ciascuno dei lati si inseguono in una prospettiva composita.
Poggiate su basi alte 50 cm, dimostrano il gusto creativo teso all'originalità dell'opera, tipico del  tempo, come i capitelli ed i pulvini elaboratissimi, sfaccettati con le figurazioni più impensate:
fogliame, allegorie, profili di figure umane e di animale, colte in momenti di vitalità e di forza. A  partire dall'entrata dell'abbazia situata a sinistra della chiesa e procedendo in senso antiorario, si  riconoscono tre sequenze, ad opera di tre monaci detti il Maestro dei Mesi, che realizzò una serie  dei lavori agresti dell'anno, il Maestro dei Draghi e il Maestro della cavalcata di Elefanti.
Gli archi delle aperture sono a sesto ribassato, di gusto moresco. Essi sostengono la terrazza al  piano superiore, con la suggestiva passeggiata su cui si aprono le stanze dell'ex monastero, che  hanno subito svariati restauri e ammodernamenti.
Sotto Arechi II e la moglie Adelperga, che protesse gli studi di Paolo Diacono, nel monastero  fiorirono le dispute dottrinali e le ricerche umanistiche, che continuarono nei secoli seguenti, al punto che, intorno al Mille, esso fu centro di attività tale da annoverare ben 32 dottori delle arti  liberali.
L'ex monastero è ora sede Museo del Sannio; possiede una raccolta di reperti archeologici, armi,  stampe, monete ed una pinacoteca con quadri dal Cinquecento al Settecento.

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