IL COMPLESSO MUNUMENTALE

Descrizione introduttiva

Ad Arechi II, principe di Benevento, si deve la fondazione di Santa Sofia, santuario della  nazione longobarda beneventana oltre che del principe stesso.
La chiesa fu costruita tra il 758 e il 760, all’interno di essa furono poste le reliquie dei XII  Fratelli Martiri nel 760 e di San Mercurio, patrono dei longobardi beneventani, nel 768. 

 Affidata alle cure di monache benedettine, a capo delle quali doveva trovarsi la stessa sorella  di Arechi II, Santa Sofia divenne la chiesa di un’attigua abbazia che ebbe presto notevole  importanza fino a diventare una delle più ricche e famose abbazie dell’Italia meridionale,  tanto che i monaci ne rivendicarono, nel X secolo, l’autonomia da quella di Montecassino da  cui era sempre dipesa.

Questo, naturalmente, ne favorì l’ascesa sia economica che culturale, cosicché, verso la metà  del XII sec., il monastero fu arricchito da uno splendido chiostro, fatto costruire dall’abate  Giovanni IV e la chiesa che aveva già ricevuto il campanile nell’XI secolo,venne ampliata con  l’aggiunta di un protiro, di cui rimane il nucleo centrale col portale romanico, dove una lunetta  presenta, su un fondo di mosaico a tessere dorate, un altorilievo raffigurante il Cristo in trono  con a sinistra la Vergine e a destra San Mercurio. Ancora più a destra è rappresentato un abate  inginocchiato, probabilmente Giovanni IV che eresse nelle due absidi  minori; nell’ abside sinistra sono raffigurate scene della storia di Zaccaria, padre di San  Giovanni Battista mentre in quella di destra si svolgono storie delle Vergine. L’abside  centrale, crollata, non reca più segni di pitture, per cui non è possibile stabilire se ve ne  fossero ed eventualmente che cosa esse rappresentassero.

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